
5401. Giugno 1954 14.30 IR3 N.AF./POSS.FALSO
TORRE DE' PICENARDI (CR) - Franco Premi, ragioniere, sostava sulla sua macchina ai margini di una strada di campagna: improvvisamente, il cane che era con lui cominciò ad agitarsi e subito dopo udì un sibilo molto acuto. Uno strano oggetto stava atterrando in una radura erbosa a circa venti metri di distanza, facendo uscire dal suo interno una specie di "carrello a tripode". Appena atterrato, il sibilo cessò, il cane tornò calmo, ed il teste, scendendo dall'auto, si nascose dietro alcuni cespugli. L'oggetto, grigio, ma trasparente nella parte anteriore, aveva la forma di una goccia con un "abozzo di coda", con un profilo leggermente curvo inferiormente e molto tondo superiormente. La sagoma piuttosto tozza, era lunga circa dieci metri, larga sette, ed alta circa tre; dopo due/tre minuti, due esseri indossanti una tuta azzurrina uscirono da sotto l'oggetto. Alti circa due metri portavano degli occhiali scuri che si piegavano, arrivando fin dietro la nuca; muovendosi con difficoltà, aprirono la parte inferiore dell'oggetto in tre punti, estraendo delle scatole metalliche, che posero a terra. Dopo qualche minuto, le rimisero al loro posto: un essere si diresse verso un antistante campo di granoturco, osservando le piante (ancora piccole): ne raccolse alcune, poi si diresse verso il compagno, fermo sotto l'ordigno. Insieme osservarono i "campioni", poi li misero in un "contenitore di apparenza vitrea". Dopo essersi guardati attorno, i due esseri risalirono a bordo: dopo qualche istante, l'oggetto decollò verticalmente, emettendo di nuovo il forte sibilo e ritirando il carrello d'atterraggio come "il pantografo di un locomotore". Dopo qualche secondo, il teste andò sul luogo: sentì un forte odore di ozono e vide sul terreno delle impronte simili a quelle "di elicotteri con carrello a sci", mentre nel campo alcune piante risultavano sradicate, mentre altre recise con un taglio.
(GdM 4, 42, 37-38; UFO in Italia II, 45-48; relazione G.O.R.U.)
Il caso si basa sulla testimonianza diretta del teste al gruppo G.O.R.U. di La Spezia, quasi venti anni dopo la sua esperienza. A onor del vero sembrano esserci "troppi" particolari in un racconto riportato a così grande distanza di tempo, quasi da sembrare un racconto precostituito. Il testimone riferì di altre strane esperienze da lui vissute, la maggior parte delle quali di presunta natura ufologica. Da notare che le tracce furono viste sempre solo dal teste. Il ricercatore torinese Paolo Fiorino, che ha avuto un rapporto epistolare con il testimone, appare sufficientemente convinto della sua buona fede.
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