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5101. 14 Agosto 1951 13.00 IR3 INS./N.AF.

VOGHIERA (FE), Voghenza - B.M., agricoltore (57), stava lavorando all'interno del locale cimitero: improvvisamente, percepì un rumore simile a quello di una ventata ed una forte sensazione di calore, nonostante il sole cocente. L'uomo si voltò ed assistette all'atterraggio di uno strano oggetto argenteo, di forma rotonda ed appiattita, a circa cinquanta metri di distanza: nella parte superiore aveva una cupola con alettoni verticali ed emetteva una luce bianca, ruotando su se stessa. La zona inferiore invece, presentava una conformazione quasi conica, terminante in un grosso "ugello" ed era immobile: lungo il perimetro esterno dell'oggetto v'era una fascia con alcuni oblò blu. Si fermò poco sopra il terreno, poi fece uscire dei sostegni telescopici con cui toccò terra; dai due lati, si aprirono due portelli e, da questi, fuori uscirono altrettante "scalette" che si posero al suolo. Tramite esse, sei esseri di aspetto umano scesero dall'oggetto, dirigendosi verso il teste; alti circa 1,2 metri, indossavano delle tute bianche e la testa era racchiusa in un "globo trasparente", da cui spuntavano tre antenne. Sulle spalle, avevano delle "bombole", da cui usciva un tubo che si fissava al casco, sotto il mento: le braccia erano eccessivamente lunghe. Gli esseri giunsero a circa cinque/sei metri dal teste: avevano tratti un po' scimmieschi, occhi rotondi ed azzurri, pelle bianca, mentre quello che sembrava il "capo" possedeva anche una barbetta rossa. Sorridevano all'agricoltore: impugnavano una specie di "mitra con caricatore a tamburo" e quando gliene puntarono contro uno, ne uscì un lampo abbagliante, totalmente innocuo per l'uomo. A questo punto il "capo" fece un gesto di saluto, a cui il teste rispose, poi tutti gli esseri si diressero verso l'oggetto, salendovi. Dall'ugello inferiore scaturì una fiammata rosso-verde e, con rumore di risucchio, l'oggetto decollò verticalmente, sparendo alla vista in pochi secondi, dopo essersi inclinato lateralmente ad una certa quota: visto dal basso aveva la caratteristica forma del pianeta Saturno. Il vecchio custode del cimitero avrebbe osservato una luce abbagliante che si muoveva nel cielo, proprio subito dopo la partenza dell'oggetto visto dal testimone principale.. Sul luogo dell'atterraggio la terra fu rinvenuta bruciata e nuda per un'estensione di sette metri: tale traccia sarebbe stata vista anche dal custode del cimitero.

(relazione F.Zò GdM 8, 93, 15-17; NOTIZIARIO UFO 18, 101, 52; FSR 24, 6, 24-25 + UFO INFO 14, 55, 20-21 + UFO SVERIGE AKTUELLT 4, 2, 24)

L'unica fonte disponibile Φ un'intervista con il testimone, condotta a ventisette anni di distanza dal fatto. Non si capisce bene se Zò abbia direttamente svolto un'inchiesta sul caso: inizialmente, egli riportò alcune sue impressioni in merito all'ascolto dell'intervista col teste, condotto, molto probabilmente, da un altro appassionato, Giuseppe Lombardi di Ferrara (il cui nome compare in uno dei disegni raffiguranti l'oggetto e le entità percepite dall'unico testimone). Si riscontrano, comunque, "troppi" particolari, tenendo conto dell'enorme periodo di tempo trascorso: il caso sembrerebbe quasi precostituito o, almeno, rielaborato (magari direttamente dall'appassionato od appassionati di ufologia che l'hanno "scoperto": a questo proposito, non Φ chiaro in che modo il caso Φ venuto alla luce), visto che una così viva memoria appare alquanto inusuale. Nel complesso, il caso appare dubbio e non affidabile dal punto di vista delle (poche) informazioni disponibili.




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