4801. 3 Aprile 1948 06.35 IR3 INS./N.AF.
SAN MARTINO IN PENSILIS (CB), Fara di Cigno - Giuseppe Langiano, autista e Giuseppe Bavota, capostazione, osservarono un oggetto simile ad "un ombrello aperto senza manico", di colore arancione luminoso, che si stava dirigendo da ovest verso est: improvvissamente si fermò ad una decina di metri di quota. L'oggetto, perfettamente visibile, emetteva un raggio di luce bianchissima, che si muoveva a raggiera e che produsse una sensazione di calore nei testi allorchè si diresse verso di loro. Nella parte superiore v'era una specie di "coppa" nel cui interno v'era una tenue luce argentea; dopo circa due minuti, un essere vagamente antropomorfo alto circa un metro e mezzo calò verticalmente dal centro dell'ordigno fino a toccare terra. Indossava una tuta metallica, dei grossi guantoni, ed aveva due elementi circolari al posto degli occhi. I due testi si diressero verso lo strano fenomeno, ma dopo appena duecento metri, l'essere risalì verticalmente all'interno dell'oggetto: quest'ultimo riparti subito con la stessa velocità dell'arrivo, scomparendo più velocemente.
(GdM 3, 23, 13-16; UFO in Italia I, 94-95 + 102; OSSOLA III, 321-322; UFO INFO
12, 48, 18 + 13, 53, 9-10 )
Il caso sembrerebbe essere stato investigato da un gruppo di ricerca degli anni Settanta (la cui attività appare essenzialmente concentrata in questo unico caso!), ma più probabilmente si è trattato di una semplice intervista al testimone Langiano, padre dell'investigatore. Tutto ciò avvenne nel 1972, cioè a ventiquattro anni di distanza dall'evento. Sarebbe stato rintracciato anche il secondo testimone, di cui, molto stranamente, non si hanno dichiarazioni ma solo una brevissima dichiarazione (unicamente a proposito dell'effettivo svolgimento dell'evento), battuta a macchina e da lui firmata. La cosa potrebbe indurre a sospettare la fabbricazione di un documento da parte dell'"investigatore", sul cui conto non si sa, praticamente, nulla. Nel resoconto dell'evento, è possibile notare la presenza di troppi particolari, in funzione dei tanti anni intercorsi fra la presunta esperienza testimoniale e la sua divulgazione. Inoltre, altre occasioni hanno dimostrato come sia necessario considerare con la dovuta cautela racconti raccolti da giovani appassionati di ufologia nei confronti di parenti od amici: spesso si è trattato di scherzi a loro giocati o di vere e proprie "fabbricazioni" fatte dagli stessi entusiasti appassionati per potere vedere il loro nome comparire sulle pagine di una rivista.